LA MOSTRA

LA MOSTRA

La mostra è a cura di Alessia Marchi con il contributo curatoriale moda di Maurizio Francesconi.

Palazzo Morando, dimora settecentesca nel cuore del quadrilatero della moda milanese e sede di un Museo dedicato alla Città e della collezione di abiti e accessori antichi e moderni del Comune di Milano, ospita il primo progetto museale nonché la prima mostra in Italia interamente dedicata a Wonder Woman, l’eroina femminile dell’universo DC e tra i personaggi più amati e iconici dell’immaginario americano di tutti i tempi.

Ideata per l’editoria nel 1941 dallo psicologo americano William Moulton Marston, con le prime illustrazioni di Harry G. Peter, Wonder Woman è diventata negli anni Settanta l’omonima serie televisiva statunitense, con protagonista un’intramontabile Lynda Carter, per conquistare infine il grande schermo con i film Wonder Woman (2017) e Wonder Woman 1984 (2020), entrambi interpretati da Gal Gadot e distribuiti in Italia da Warner Bros. Pictures.

Wonder Woman è divenuta indiscusso simbolo di verità, giustizia e uguaglianza, attraversando e superando confini geografici e decenni di storia. “Bella come Afrodite, saggia come Atena, più veloce di Hermes e più forte di Ercole”, ma anche tenace come Atlante, potente come Zeus, audace come Achille: Wonder Woman incarna le migliori abilità fisiche e morali che la mitologia greco-romana ci continua a insegnare. È un unicum, dunque, in cui ancora oggi si possono rispecchiare donne – e anche uomini – che sanno di essere tutte e tutti un po’ “wonder”. 

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CARTELLA STAMPA

IL PERCORSO DELLA MOSTRA

Willian Moulton Marston (writer), Harry G. Peter (pensiler, inker, cover), M.C. Gaines (editor) - Sensation Comics no. 1 (1942/0) DC LOGO, WONDER WOMAN and all related characters and elements TM & © DC. Used with permission.
Willian Moulton Marston (writer), Harry G. Peter (pensiler, inker, cover), M.C. Gaines (editor) – Sensation Comics no. 1 (1942/0) DC LOGO, WONDER WOMAN and all related characters and elements TM & © DC. Used with permission.

La mostra inizia il suo percorso dalla prima copertina di Sensation Comics #1 del 1942, che inaugura la prima serie di fumetti dedicati a Wonder Woman, dopo il debutto l’anno precedente all’interno delle pagine di All Star Comics #8, nonché dalla formazione accademica e le ricerche in campo psicologico che William Moulton Marston intraprese per creare la figura dell’eroina, dal suo profilo e carattere ai suoi superpoteri e fino al suo costume. 

Si introduce al pubblico la cosiddetta “Golden Age” di Wonder Woman, ovvero il periodo epico del fumetto negli Stati Uniti (1941-1955), attraverso alcune tra le copertine più iconiche e un video racconto che intreccia la Storia con il Mito.

Emanuela Lupacchino Wonder Woman vol. 1 no. 758 p. 13 2020/09 Matita su carta / Pencil on paper Courtesy the artist WONDER WOMAN and all related characters and elements TM & © DC. Used with permission.
Emanuela Lupacchino Wonder Woman vol. 1 no. 758 p. 13 2020/09 Matita su carta / Pencil on paper Courtesy the artist WONDER WOMAN and all related characters and elements TM & © DC. Used with permission.

Nel Dopoguerra, negli anni Cinquanta e nei primi anni Sessanta il carachter viene ripensato sulla base di modelli e riferimenti più attuali, privata dei superpoteri (a partire dal 1968) e infine resa partecipe di una nuova ondata femminista. In mostra, a fianco della gigantografia di Ms. magazine, co-fondato dall’attivista Gloria Steinem, una selezione di tavole delle wonder women, le illustratrici italiane dell’universo DC (tra cui: Laura Braga, Emanuela Lupacchino, Maria Laura Sanapo) che vogliono porre l’attenzione del visitatore anche al valore che in questi decenni la matrice del disegno tutta italiana ha portato nella costruzione della figura di Wonder Woman come la conosciamo oggi.

Gli ultimi trent’anni della storia di Wonder Woman sono raccontati in una sezione dedicata. Il pantheon dei suoi illustratori comprende ora, tra gli altri, artisti come Adam Hughes, Alex Ross, Phil Jimenez, Brian Bolland; è un’ulteriore rinascita del personaggio, fino alle serie The New 52 (dal 2011) e Rebirth (dal 2016). 

La mostra si conclude con un’escursione nei mondi della televisione e del cinema: dalla serie TV con Lynda Carter fino ai recenti film con Gal Gadot. È un breve viaggio che tocca anche il mondo della moda, curato in particolare attraverso una videoinstallazione – con il contributo di ricerca dello storico della moda Maurizio Francesconi – che pone l’accento sull’importanza delle influenze stilistiche della moda che insieme ai costumi dell’eroina ha attraversato ottant’anni di cambiamenti e ha giocoforza influenzato la figura di Wonder Woman in una costante oscillazione tra il passato, il presente e un immaginario futuro.

Emanuela Lupacchino Wonder Woman vol. 1 no. 758 p. 13 2020/09 Matita su carta / Pencil on paper Courtesy the artist WONDER WOMAN and all related characters and elements TM & © DC. Used with permission.
Emanuela Lupacchino Wonder Woman vol. 1 no. 758 p. 13 2020/09 Matita su carta / Pencil on paper Courtesy the artist WONDER WOMAN and all related characters and elements TM & © DC. Used with permission.
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